WONDERLAND
fotografie di
Gianni Maffi



8 - 29 aprile 2017
SPAZIO 53
Voghera (Pavia)
   
   
   
     
Wonderland è un lavoro dedicato ai Circhi e ai Luna-Park. Un mondo che viene e si ispira ad una tradizione popolare antica e che, stranamente, sopravvive in un epoca in cui divertimento e svago si basano su sofisticate ed attualissime tecnologie meccaniche e digitali; si pensi ai grandi parchi tematici che, anche nel nostro paese, si stanno imponendo all'attenzione del pubblico con attrazioni sempre più strabilianti.
     
   

Con un bianco e nero caratterizzato da forti contrasti tonali, Gianni Maffi racconta questo mondo che trova i propri spazi nelle aree periferiche delle grandi città, a volte in prossimità di smisurati centri commerciali o nell’ambito di feste paesane in piccoli centri di provincia, scegliendo di fotografarlo privo di presenze umane.

     
   

Ne emergono scenografie e paesaggi effimeri, fatti di carrozzoni, luminarie, tendoni, bandiere, giostre; abitati da figure scaturite da immaginari fiabeschi, da storie e mitologie del passato e del presente: mostri, robot-alieni, personaggi dei cartoons, animali leggendari e fantastici.
A volte, invece, gli animali sono reali, esposti come tristi attrazioni negli angusti recinti dei circhi, dove trascorrono esistenze alienate in ambienti e climi inadatti e lontanissimi da quelli dei paesi da cui provengono.

     
   

Guardando queste fotografie si ha spesso la sensazione, accentuata dall’utilizzo del bianco e nero, che siano state scattate in tempi lontani, negli anni cinquanta o sessanta del secolo scorso, quando Circhi e Luna-park erano per molti, oltre al cinema e al calcio, i soli svaghi dei giorni di festa.
È forse da questo che nasce il fascino per queste situazioni, ci ricordano qualcosa che riguarda il nostro passato, proprio come fa la fotografia, che ci riporta sempre ad un tempo andato, ad esperienze passate della nostra e di altre esistenze.

     
   

Tra giostrine, chioschi del tirassegno e carrozzoni del circo, ci si aspetta di veder spuntare, da un momento all’altro, lungo la strada, le figure di Gelsomina e Zampanò in partenza per un viaggio verso una nuova piazza.

     

 

     
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