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VEDUTE ITALIANE
fotografie di
Gianni Maffi
28 maggio - 14 giugno 2014
Galleria Pinxi New Art

Milano
 

Gli autori di fotografia paesaggistica della generazione maturata fotograficamente intorno agli anni ottanta – come Gianni Maffi, autore di questo progetto, Vedute italiane, che accosta fotografie selezionate da alcuni suoi lavori sul paesaggio italiano – devono un contributo importante a quella tendenza della fotografia italiana di paesaggio che è stata definita Nuovo paesaggio italiano e che ha visto in Luigi Ghirri, Gabriele Basilico, Mario Cresci i suoi maggiori rappresentanti.

   
   

Risulta utile ricordare al proposito l’esperienza ormai storicizzata del progetto Viaggio in Italia, realizzato nel 1984, che costituì un momento fondante ed estremamente rappresentativo del clima di ricerca visiva e culturale che trasformò in quegli anni il panorama della fotografia di paesaggio italiana. Nessun fotografo italiano di paesaggio cresciuto in quegli anni e negli anni successivi ha potuto prescindere dal linguaggio – ma è più corretto parlare di linguaggi, al plurale – maturato in Italia tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta del Novecento.

   
   
Tra i tanti aspetti interessanti di quella esperienza va ricordata l’eterogeneità dei linguaggi pur in un comune sentire che teneva insieme la voglia di cambiamento della ricerca fotografica sul paesaggio. Così, accanto al realismo poetico e ironico di Ghirri, si manifestava il rigore geometrico di Basilico o il realismo concettuale, mi si perdoni l’ossimoro, di Cresci o le suggestioni cromatiche e visive di altri autori, tutti attenti comunque a svelare paesaggi minimi, insoliti o quotidiani, lontani comunque dallo scontato paesaggio del Bel Paese.
   
   

Sono trascorsi molti anni da quei decenni finali del Novecento e molte cose sono cambiate anche nella ricerca fotografica relativa al paesaggio: tra le tante, e più recenti, l’introduzione di nuovi modi e forme di ripresa fotografica – dall’uso del procedimento digitale a quello di nuovi apparecchi e sistemi para-fotografici – la cui innovazione tecnologica, come sempre, non si esaurisce in se stessa ma incide sulle forme del linguaggio. Gianni Maffi è un autore consolidato che ha sempre privilegiato il paesaggio praticato in varie forme, da quella di impostazione classica in suggestivo bianco e nero a varie sperimentazioni con l’uso della distorsione o della duplicazione artificiale dell’immagine che replica se stessa come in uno specchio, all’uso di colori fortemente connotati da situazioni di luci artificiali estreme.

   
   

Il progetto Vedute italiane raccoglie fotografie suddivise dall’autore in quattro sezioni: Mare Minimo, Passaggi, H, Milanexpo.
«La serie Mare Minimo» dice Maffi illustrando il progetto «presenta un gruppo di immagini delle coste italiane e il titolo allude al Mediterraneo, mare chiuso di piccole dimensioni e, soprattutto, alle qualità poco “spettacolari” dei paesaggi fotografati. Le fotografie di Passaggi riguardano scenari naturali “segnati” da strade, sentieri e altri elementi che suggeriscono l’idea di attraversamento, dell’andare, del muoversi nel paesaggio.

   
   

La serie denominata H raccoglie fotografie realizzate in luoghi impervi di montagna dove le grandi H disegnate sul terreno o su apposite piattaforme indicano i posti adatti all’atterraggio degli elicotteri (H sta per Helicopter). Infine la serie Milanexpo presenta una selezione di fotografie attinenti alle recenti trasformazioni urbanistiche e architettoniche che interessano alcune zone di Milano. In particolare questa serie propone immagini dell’area Garibaldi/Gioia che ha subito gli interventi più significativi.».
Si tratta dunque di un progetto complesso che vede l’autore impegnato su più fronti dal punto di vista dei paesaggi indagati ma unificati dallo strumento formale: l’elemento espressivo – nuovo nella ricerca di Maffi - si avvale di un colore parzialmente desaturato in bilico tra bianco e nero e colore che fa prevalere, a seconda del soggetto, l’uno o l’altro aspetto delle due scelte cromatiche della fotografia.

   
   
Il risultato è di grande intensità e risponde alle esigenze di una ricerca impegnata – sul piano formale - a scandagliare e verificare le tante possibilità che i più recenti sistemi di acquisizione, post-produzione e stampa offrono al fotografo interessato non a sterili e inutili esperimenti formali ma a una seria elaborazione di strumenti espressivi che rispondano alle esigenze di descrivere rinnovando il linguaggio, adeguandolo alle necessità del progetto.
Le fotografie di questi lavori – sia che descrivano paesaggi marini dove l’elemento principale, il mare, resta sullo sfondo, sia le riprese effettuate in luoghi solitari di montagna che in quelli postmoderni metropolitani – hanno come comune denominatore un senso di malinconica solitudine dove la presenza dell’uomo è forte, evidenziata da segni, tracce, edifici e manufatti: tutti testimonianza delle profonde trasformazioni operate dall’uomo sulla terra e accennate o svelate da Maffi in immagini di intenso rigore formale.
Pio Tarantini
 
 


Gianni Maffi
Vedute Italiane

Volume stampato in
30 esemplari numerati

     
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