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Italian Memories
fotografie di
Gianni Maffi

14 aprile - 28 maggio 2015
SPAZIOFARINI6
Milano

 

Sospensione del luogo, sospensione del tempo
di Pio Tarantini

Autore poliedrico, impegnato su diversi fronti della ricerca fotografica, Gianni Maffi segna un’altra importante tappa del suo percorso attorno al paesaggio, di quello italiano in particolare. In una sua pregiata, recente pubblicazione, Vedute italiane (2014), Maffi ha delineato un particolare strumento formale: un colore parzialmente desaturato in bilico tra bianco e nero e colore che fa prevalere, a seconda del soggetto, l’uno o l’altro aspetto delle due scelte cromatiche della fotografia.

   
   

Questo stesso strumento stilistico è stato usato dall’autore per Italian memories un’esposizione che raccoglie poco meno di una trentina di opere, selezionate tra paesaggi italiani in gran parte ripresi nelle più famose città italiane, con qualche deviazione su centri minori.La forza delle immagini di questo più recente lavoro di Maffi – oltre alla compattezza stilistica che diventa un momento di forte connotazione –consiste nella sua consolidata maturità autoriale che gli consente di poter fotografare luoghi deputati– e abusati fotograficamente - del paesaggio italiano, così come aspetti più marginali, cogliendo e restituendo visivamente una particolare atmosfera, in bilico tra visione analitica e poetico interrogarsi sui segni del passato e su quelli delle trasformazioni in corso.

   
   
Nelle opere di questa selezione spesso è presente la figura umana, ripresa quasi sempre in campo lungo: molto spesso si tratta di turisti, presi dall’incantamento dei luoghi o impegnati a fotografarli con i telefonini; ma a volte si intuisce che si tratta anche di residenti, di gente di passaggio, che semplicemente fruiscono luoghi della loro quotidianità. In ogni caso queste persone acquisiscono, nelle atmosfere rarefatte e fortemente connotate, una dimensione di sapore metafisico: non quella costruita, palesemente artificiosa di altre note ricerche fotografiche italiane, ma una dimensione in cui la spontaneità del gesto si coniuga con la solennità o l’importanza del luogo.
   
   

I riferimenti formali alle esperienze storiche del paesaggio italiano degli ultimi decenni non possono che essere quelle consuete cui tutti i fotografi delle più recenti generazioni fanno riferimento: per Maffi si rintracciano a volte echi profondi di Luigi Ghirri – per esempio certi scorci del Golfo di Napoli – o di Mario Cresci in alcuni scorci urbani animati da stranianti passaggi di figure, o ancora di Gabriele Basilico là dove la struttura formale dell’inquadratura obbedisce a forti indicazioni geometriche, come accade per esempio nella serie di fotografie dedicate alle attuali trasformazioni urbanistiche di Milano.

   
   

Maffi ha saputo coniugare questi riferimenti ai maestri contemporanei della fotografia italiana di paesaggio e ne ha fatto scaturire un progetto nuovo, intrigante e declinato in una struttura
formale stilistica poco comune.

   
   
In tutte le situazioni di Italian memories si respira – oltre alle suggestioni già citate - una sorta di sospensione dei luoghi, come se essi smettessero la loro storica concretezza per diventare luoghi dello spirito, in cui la forza della descrizione, del dettaglio realistico, si stempera nella visione mentale –processo accentuato dalla desaturazione– dove il passaggio dalla sospensione dello spazio a quella del tempo testimonia il profondo valore di analisi e riflessione del fotografo.
   

     
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